20/07/2008
- "Italia Nostra" su mega impianto eolico a Verzino.
I Consiglieri
Nazionali di Italia Nostra, Teresa Liguori e Mariarita Signorini ed il Gruppo di
Lavoro Energia della stessa Associazione hanno indirizzato una nota al sindaco
di Verzino (KR) in merito alla realizzazione di un mega impianto eolico. Abbiamo
letto sui giornali locali - scrivono i consiglieri nazionali di Italia Nostra -
che il Comune di Verzino ha riaperto i termini del bando per la ricerca di una
società interessata a realizzare - in qualsiasi parte del territorio comunale -
un mega-impianto eolico: 40 pali da 105 metri. La prima gara era andata deserta.
Il territorio di Verzino, di antica cultura, custodisce un patrimonio
storico-archeologico, naturale e paesaggistico di grande pregio. In particolare,
possiede la maggiore concentrazione di delicatissime grotte e doline carsiche,
il cuore del Geoparco Ipogeo del Crotonese, che meritano di essere tutelate e
meglio conosciute, per permetterne ed incrementarne la fruizione da parte di un
un turismo di tipo naturalistico, anche internazionale, in costante crescita nel
nostro Paese e che potrà costituire fonte di sicuro benessere economico e
culturale per la cittadinanza. Pertanto – evidenziano Liguori e Signorini - la
invitiamo a voler rinunciare a qualsiasi progetto di mega-impianto di energia
eolica, fortemente impattante sul pregevole territorio di Verzino, che invece
potrà così valorizzare in modo più ecosostenibile le sue preziose risorse
naturali e culturali per consegnarle, intatte, alle generazioni future. D’altra
parte, siamo venute a conoscenza che la Regione Calabria ha deciso di risolvere
il problema relativo all'energia eolica sospendendo ogni concessione per 120
giorni dall'entrata in vigore della legge facendo una ricognizione delle
emergenze e delle necessità. Nella votazione sul bilancio regionale, infatti,
approvato lo scorso 23 Giugno, sono entrati due emendamenti che riguardano
l'eolico e le energie rinnovabili. In questi emendamenti si legge tra l’altro
che… “Il Dipartimento regionale delle attività produttive, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge (dal 23 luglio ), accerta il numero
di autorizzazioni uniche alla costruzione all'esercizio di impianti da fonte
rinnovabile (eolico,biomasse , solare, idroelettrica ). La Regione procede a
dichiarare la decadenza delle autorizzazioni uniche, per le quali non sia stato
adempiuto, da parte del richiedente, l'impegno sottoscritto al rispetto dei
termini di inizio e fine lavori. La Giunta Regionale- entro quaranta giorni
dalla data di entrata in vigore della normativa e alla luce delle risultanze
emerse dai precedenti accertamenti- presenta al consiglio regionale, che si
impegna ad approvarla con procedura d'urgenza, una proposta di provvedimento.
Quindi, ogni nuova concessione sarà sospesa”... Auspichiamo pertanto un suo
ripensamento - conclude la nota - anche alla luce delle deliberazioni della
Regione Calabria.
17/06/2008
- Distrutto l'ecosistema carsico: scompare un torrente
Un’area di interesse
naturalistico letteralmente distrutta dalla mano dell’uomo. Uno spettacolo
davanti al quale si sono ritrovati alcuni componenti del gruppo speleologico Le
Grave di Verzino nel corso di una campagna di ricerche condotta insieme a
studiosi dell’Università di Bologna impegnati nella ricostruzione della dinamica
evolutiva del sistema carsico nei gessi del crotonese.
Il gruppo si è imbattuto, con molto stupore e amarezza, in una devastante forma
di degrado ambientale che ha interessato il corso del Burrone Cufalo nel
territorio del Comune di Castelsilano.
In un documento inviato al giornale il gruppo spelelogico Le Grave descrive di
aver rilevato nella zona un’intensa attività di sbancamento con l’apertura di
una strada sulla sponda sinistra del torrente che ha sconvolto l’intero
ecosistema ripariale provocando ingenti danni per la flora e per la fauna.
Inoltre, alcuni alberi d’alto fusto sono stati abbattuti e una pregevole colata
di travertino asportata dai mezzi meccanici. L’intensa attività di sbancamento
lungo il corso del torrente ha prodotto un forte dissesto idrogeologico.
L’episodio, naturalmente, è stato segnalato alle autorità competenti che si sono
impegnate a far chiarezza sull’accaduto dimostrato moltissima sensibilità e
grande professionalità.
Amarezza nelle parole del gruppo di Verzino che da anni si dedica alla tutela
dell’area carsica: “L’introduzione della rete ecologica regionale - si legge nel
documento - sancisce l’inizio di un programma di valorizzazione e salvaguardia
delle aree di maggiore interesse naturalistico. Questo strumento, nasce con la
consapevolezza di promuovere nel terzo millennio uno sviluppo di tipo
sostenibile per garantire alle generazioni future la conservazione della
biodiversità e dell’intero patrimonio naturalistico. Vengono così ridisegnati -
continua il gruppo speleologico - i confini dei parchi nazionali con adeguate
perimetrazioni, nascono nuove aree protette, riserve naturali, aree sic (siti
d’interesse comunitario) aree ZPS (zone a protezione speciale). Tutto questo è
divulgato mediante una campagna capillare di sensibilizzazione atta a far
conoscere questi luoghi al fine di consentirne una migliore tutela attraverso un
approccio corretto”.
Nonostante questo lavoro di promozione e diffusione, il gruppo Le Grave
“purtroppo” registra che “sul nostro territorio sono frequenti forme di degrado
ambientale che colpiscono parte di quel patrimonio sottoposto a particolari
regimi di tutela” come appunto il torrente di Burrone Cufalo a Castelsilano.
Dopo aver punzecchiato proprio il comune di Castelsilano che “ha speso del
denaro pubblico elargito dalla Comunità europea per valorizzare e tutelare
quest’area” ma ha “lasciato operare sul proprio territorio alla luce del sole ed
indisturbati, personaggi senza scrupoli”, il gruppo speleologico Le Grave passa
alla proposta: “Dopo i fatti accaduti nell’area carsica dell’Alto crotonese -
scrive il gruppo - è necessario istaurare un rapporto di cooperazione tra i
Comuni, la Provincia di Crotone, le associazioni ambientaliste che operano sul
territorio, al fine di tutelare il nostro patrimonio naturalistico ed offrire
degli standard di qualità e di sicurezza per i visitatori”.
Su questa vicenda il gruppo speleo di Verzino ribadisce: “In passato sono stati
commessi dei gravi errori sulle strategie di valorizzazione di questo splendido
territorio. Da ultimo il completo fallimento del progetto Geoparco Ipogeo che
avrebbe dovuto creare i presupposti per l’istituzione del Parco dei gessi del
crotonese valorizzando il complesso delle grotte carsiche, ma che in realtà non
ha prodotto nulla di ciò che era nelle aspettative. Sono stati per l’appunto
creati, nell’ambito del progetto, dei punti informativi gestiti da personale non
competente che hanno operato nel periodo autunnale, quando ormai i turisti e
coloro i quali avrebbero voluto conoscere questa realtà erano andati già via”.
Ed ancora, “sono stati eseguiti dei lavori di disboscamento per la pulitura di
alcune doline completamente al di fuori di ogni logica ambientale. Per la
segnaletica, indicante l’accesso alle grotte è stata usata della vernice a forte
impatto ambientale con la quale sono stati imbrattati muri, alberi e massi.
Infine, la disposizione di cartelli di legno lungo il percorso di avvicinamento
potrebbe condurre sprovveduti esploratori a procacciarsi in situazioni rischiose
ed esporli a seri pericoli”.
Il Crotonese.
17/04/2007
- Diario-fumetto di un viaggio
fatto a Verzino
21/1/2007
- Talento verzinese. Complimenti a Pierluigi da tutto lo staff di
calabriatrekking.
1/1/2007
- Auguri di Buon Anno ai verzinesi e a tutti i visitatori del sito...
24/12/2006
- Vigilia di Natale, come da tradizione, davanti la Chiesa Madre è stata accesa
la "focara".
Le immagini:
22/11/2006 - Incompetenza Scientifica ed errori di ortografia
nella guida del Geoparco Ipogeo Alto Crotonese.
A seguito della
visita preso il centro informativo del Geoparco Ipogeo di Verzino, è
stato acquisito del materiale illustrativo rappresentato da una
cartolina, un adesivo ed un piccolo “pieghevole” del GIAC .
Il GIAC, Geoparco Ipogeo Alto Crotonese, per chi non lo conoscesse è
un progetto cofinanziato dalla Comunità Europea, per la valorizzare
di siti geologici di particolare interesse.
In merito al pieghevole, che dovrebbe rappresentare il biglietto da
vista del GIAC, ci pare opportuno e doveroso esporre le nostre
osservazioni.
Il materiale visionato non solo è privo di contenuti ed informazioni
riguardo gli aspetti inerenti le grotte carsiche che sono l’oggetto
principale della valorizzazione, ma presenta anche gravissimi errori
di carattere scientifico e tanti errori di ortografia e di
terminologia.
Anche le immagini fotografiche sono scadenti nella risoluzione e
poco rappresentative per coloro i quali non conoscono questi luoghi.
Tra l’altro le informazioni che vengono date nella didascalia di
alcune foto sono completamente errate. Nella prima pagina del
pieghevole, viene illustrata la media Valle del Lese e nella legenda
della foto viene chiamata erroneamente Grotta del Palummaro. Nella
seconda pagina, compare un particolare della dolina di Grave Grubbo
che non è rappresentativo per la tipologia delle forme carsiche di
superficie indicate nella letteratura geologica come doline. Idem
per la foto successiva che non specifica la sequenza delle varie
associazioni fito-sociologiche. La foto riferita alla Vallata del
Fiume Lese in realtà ritrae uno scorcio del Vallone Cornò. L’unica
foto veramente esplicativa è quella degli asinelli.
Sin dalle prime righe del pieghevole si denota una confusine mentale
fuori dal comune, quasi offensiva per tutti coloro che hanno
partecipato alle numerose campagne di ricerca e che con grandi
sforzi hanno contribuito a far conoscere le peculiarità dell’Area
Carsica dell’Alto Crotonese. I numerosi errori di ortografia
rappresentano inoltre un oltraggio nei confronti di quella schiera
di accademici che si sono spesi, per una corretta e puntuale
divulgazione delle informazioni di carattere scientifico.
Un esempio lampante è rappresentato dal nome scientifico riportato
erroneamente della specie Myotis blythii chirottero appartenete alla
famiglia Vespertilionidae determinato per la prima volta da Tomes
nel 1857, riportato sul pieghevole come blytii (forse una nuova
specie).
Un’altra imprecisione riguarda la specie troglobia, Niphargus
longicaudatus già da tempo oggetto di studio da parte di alcuni
ricercatori che hanno diffuso ampiamente i risultati delle ricerche
nella letteratura biospeleologica, che disattende quanto affermato
sui presunti pochi studi effettuati. Infine rileviamo che per le
visite guidate all’interno delle grotte, nella guida non viene
specificato quale è il Gruppo Speleologico preposto a tale compito.
In ultimo ci complimentiamo con il progettista della depliantistica
per l’alto grado culturale espresso, forse la previsione finanziaria
che nel progetto destinava per tale incarico 10 giornate lavorative
per un costo giornaliero di 200 euro per un totale di ben 2000 euro
non sono stati sufficienti a far di meglio.
E il responsabile del piano della comunicazione che ha un favoloso
incarico di 10.000 euro (su un totale del progetto di 78.500 euro )
che cosa fa ? Quale comunicazione cura?
Se questa è la strada intrapresa per la valorizzazione del Geoparco,
allora, riteniamo che gli organi competenti debbano prontamente
intervenire indagando sulla corretta gestione dei finanziamenti
pubblici e verificando quali siano state le modalità di assunzione
del personale preposto a tali compiti.
Lasciamo ai lettori trarre le dovute conclusioni.
Gruppo speleologico “Le Grave”
23/10/2006 - Lo scandalo del geoparco: gruppo speleologico
partner ignorato, incarichi a parenti di amministratori comunali.
La Regione Calabria nel mese di settembre del 2005 in merito ai Fondi
Strutturali del POR 2000/2006 ha approvato il Progetto Geoparco Ipogeo dell’Alto
Crotonese con un finanziamento di €. 78.500,00. Il Progetto Misura 1.10° -
Tutela e Valorizzazione delle Risorse Naturali e Ambientali, pone come finalità
l’individuazione, conservazione e valorizzazione culturale e turistica delle
località di maggiore interesse geologico (geositi e geoparchi) della Regione
Calabria. Proponenti e gestori del progetto sono i Comuni di Castelsilano,
Caccuri e Verzino mentre tra i Partner c’è il Gruppo Speleologico “Le Grave” di
Verzino .
Il gruppo speleologico “Le Grave” ha aderito ed ha contribuito alla stesura del
progetto in quanto lo scopo dello stesso è proprio della nostra associazione che
nasce nel 1990 con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e monitorare il
patrimonio carsico provinciale. Le molteplici esclusioni dell’associazione nei
progetti di valorizzazione dell’area carsica (vedi progetto NOC- progetto di
valorizzazione delle grotte carsiche), ha evidenziato delle carenze conoscitive
molto spesso colmate dall’associazione com’è accaduto allorquando si stava
procedendo alla turisticizzazione di alcune grotte carsiche, ignorando un
passaggio fondamentale di valutazione dell’impatto ambientale. Grazie
all’intervento dell’associazione, si è evitato il produrre di danni irreparabili
nei confronti di un patrimonio naturale di inestimabile valore. Per ultimo siamo
intervenuti, con una azione decisa e rigida, ad impedire che l’ENEL ponesse in
opera dei tralicci proprio nell’area di accesso al sistema carsico Grave Grubbo
– Vallone Cufalo, ottenendo che i cavi per la fornitura dell’energia elettrica
venissero interrati.
Dalla presentazione del progetto del geoparco ad oggi, il partner,
l’associazione speleologica, non è mai stata interessata né minimamente
coinvolta. Infatti si apprende, in data 30 agosto 2006, che presso la sede della
biblioteca comunale di Verzino è stato istituito un punto informativo front
office in cui operano due soggetti (la figlia dell’assessore del comune di
Verzino e la nipote del sindaco dello stesso comune) che non fanno parte né sono
iscritte all’associazione. Precisiamo che la scheda tecnica del progetto prevede
tre punti informativi da attivare nel comune di Caccuri, nel comune di Verzino e
nel comune di Castelsilano, con l’assunzione di tre operatori per 100 giorni per
€ 30,00 giornaliere. Allora, ci chiediamo come sia possibile che a Verzino ci
siano due soggetti operanti? Gli altri comuni hanno rinunciato o cosa? Il
problema lavoro non esiste negli altri comuni citati?
Ma la cosa che più meraviglia, è che il progetto prevede nella distribuzione di
ruoli e funzioni dei partner, che il punto informativo del comune di Verzino
fosse completamente gestito e curato dall’associazione speleologica per
competenze tecniche e conoscitive. Citiamo testualmente dal progetto approvato:
“ Funzioni, ruoli e contributi del proponente e degli eventuali partner
nell’attuazione del progetto. Partner n. 3 Gruppo Speleologico Le Grave di
Verzino: gestione punti informativi, offerta pacchetti turistici, guide
speleologiche, studi naturalistici ed ambientali, monitoraggio e raccolta dati
sulle caratteristiche ambientali e naturalistiche del geoparco ipogeo”. Quindi,
con quali criteri sono stati selezionati i soggetti operanti nel punto
informativo di Verzino? Ma, come sarà gestito il punto informativo alla luce del
fatto che il materiale necessario per la divulgazione delle informazioni di
carattere tecnico-scientifico per questo scopo sono in possesso solo ed
esclusivamente dell’associazione speleologica?
In oltre, vista l’importanza del progetto volto anche ad uno sviluppo turistico,
riteniamo che una spesa di € 9.000,00 per l’attivazione di un punto informativo
a stagione turistica terminata, sia non solo inopportuna ma uno spreco di denaro
pubblico inutile.
A questo punto, riteniamo opportuno informare l’opinione pubblica che
l’associazione speleologica di Verzino ha già presentato richiesta formale
all’ente gestore ed al responsabile del progetto (Comune di Castelsilano)
dell’immediata presa visione di tutti gli atti relativi alla realizzazione del
progetto e altresì la revoca immediata degli incarichi affidati per la gestione
del punto informativo. Chiediamo anche la verifica dell’attuazione della
procedura di nomina per far sì che il danno eventualmente creato sia
assoggettato al responsabile e risanato nell’immediato. Se è vero che uno dei
punti cardini del progetto mira a sottolineare in ognuno degli attori lo
sviluppo di un processo “partecipato e aggregante” che parte dalla realtà e
dalle sensibilità locali, è evidente che ciò che abbiamo riscontrato disattende
le finalità del progetto stesso.
Ovviamente tutto ciò che è stato ribadito e precisato, non è dettato dalla
presunzione o da un atteggiamento di prepotenza da parte dell’associazione
speleologia come unica delegata alle attività relative al patrimonio carsico, ma
semplicemente una presa di posizione doverosa nei confronti di coloro che non
rispettano la dignità di chi si impegna quotidianamente sul campo senza nessuno
scopo di lucro e che nel contempo non rispettano le finalità assunte con
l’approvazione definitiva di un progetto rilevante come quello del geoparco.
Gruppo Speleologico “ Le Grave”
06/09/2006
- Rete ecologica: pubblicata la mappa dell' area vincolata del territorio di
Verzino
06/08/2006
- Verzino dal 13 al 15 Agosto. L' Associazione Culturale "La
Ginestra" presenta la 9ª edizione del Festival di Musica
Mediterranea "Amore&Rabbia". PROGRAMMA. Concerti in Piazza Campo: 13
Agosto h 21.30 E T'AMURE T'ARRICUORDI (Trio di voci), h 23.00 KOSENTIA. 14
Agosto h 21.30 KATMANDU' BAND (Tributo a Rino Gaetano), h 22.30 NOUR
EDDINE. 15 Agosto h 21.30 COLLETTIVO E.C.U. (Emirati Calabri Uniti),
h 23.00 KING NAAT VELIOV and the ORIGINAL KOCIANI ORKESTAR. Premio
"Amore&Rabbia" a Nicola Calipari in memoria; il premio sarà
consegnato a Rosa Villecco Calipari, Senatrice della Repubblica.
27/07/2006 -
"Riscopriamo la Sila" 11 Agosto 2006, Giornata nel parco nazionale
della Calabria organizzata da Verzino Trekking. Itinerario: Cupone
(Lago Cecita e recinti faunistici), Camigliatello Silano (Funivia),
Fallistro (I Giganti della Sila, passeggiata a cavallo).
Informazioni: info@verzinotrekking.biz
04/07/2006
- Nuove foto dei percorsi "Trekking e torrentismo" e "Sulle tracce
del lupo" nella sezione a
Escursioni e gite
15/06/2006
- Rete ecologica: presentati i sentieri naturalistici
Nel pomeriggio di
martedì 13 giugno la Sala
Azzurra dell'Ente intermedio, ha ospitato l'incontro su "I Sentieri
Naturalistici nella Provincia di Crotone" che rientra nell'ambito
del programma
Rete Ecologica. Alla presenza dei Sindaci dei Comuni della provincia
crotonese, l'assessore Liotti ha illustrato il percorso che
l'Amministrazione
provinciale intende perseguire per
valorizzare e promuovere il
patrimonio naturalistico del territorio. Nell'ambito di tale
percorso è stato pertanto ritenuto fondamentale dare spazio ad una
progettazione che integri le linee guida dell'Amministrazione
provinciale con i suggerimenti provenienti dai comuni del territorio
in un metodo che privilegi la più ampia concertazione tra le parti
con l'auspicio che in un futuro non lontano i sentieri naturalistici
possano essere da volano ad uno sviluppo turistico inserito in un
ambiente vivibile .
In particolare, è stato presentato ai presenti, oltre ai sentieri
presenti nella provincia, anche il patrimonio di grande valore
storico-cultrurale e attrattivo rappresentato dalle grotte presenti
sul territorio. L'intento è quello di raccordare il tutto in modo
omogeneo, così da poter fornire, come ha sottolineato l'assessore
Liotti, un'offerta completa per chi sceglie di passare nella nostra
provincia il proprio tempo libero. Oltre al recupero dei luoghi e
del patrimonio architettonico rappresentato dalle grotte, si
procederà a rendere i luoghi più confortevoli così da poter venire
incontro alle più comuni richieste dei turisti. Autore: Enrico D'Ettoris - Assessorato
all'Ambiente e al Territorio Fonte: Provincia di Crotone